Wikipedia compie gli anni | PRINGO
Cultura, Social

La piattaforma Wikipedia compie 20 anni

Nata e sviluppata il 15 Gennaio del 2001 da Jimmy Wales e Larry Sanger, si parla di una delle piattaforme web più visitate nel mondo con circa 1,5 miliardi di visitatori mensili, nonché di un progetto conosciuto per la sua politica del ‘per un mondo più attento e più istruito’ che consiste nel raccogliere contenuti di ogni genere e da qualsiasi volontario.
Quest’anno, grazie al nuovo contest fotografico Wiki Loves Monuments, sarà possibile arricchire ed espandere la raccolta di circa 55 milioni di articoli, tradotti in 300 lingue, con delle fotografie free license messe a disposizione dagli utenti per tutti.
Eppure, questa tipologia di gestione del sito web non è tutt’oggi condivisa e approvata da tutti gli utenti poiché essendo stata fondata come una piattaforma libera non sono mai state definite delle vere e proprie restrizioni sufficienti a garantire un controllo della qualità dei contenuti. Ed è per questo motivo che la Wikimedia Foundation sta lavorando alla pubblicazione di un nuovo codice etico proprio per superare questa barriera e risolvere tutte quelle problematiche relative alla gestione dei copyright, alla censura ed alla sorveglianza.

 

È davvero convinto che un social senza pubblicità possa reggersi in piedi?
«Io credo sia davvero la nuova frontiera. Il modello di business è radicale: tutto deve essere redatto dalla community in modo collaborativo, appunto senza advertising né paywall. Sono convinto che abbastanza persone capiranno il valore di WikiTribune pagando volontariamente per sostenerlo. Mi basta che solo una persona ogni duecento presenti nel social paghi e il progetto potrà reggersi in piedi”.
Intervista a Jimmy Wales a Milano per il World Business Forum curato dal WOBI (da Il Sole 24 Ore)

 

Jimmy Wales co-fondatore Wikipedia

Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia

 

“L’unica via a lungo termine per la pace, la prosperità e la libertà è la conoscenza”.
Post Twitter del co-fondatore Jimmy Wales.

 


Fonti:

Wired

Primaonline.it

La Repubblica

 

Immagini:

Wikipedia

Il Sole 24 Ore

Pringo

Wikipedia