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Lil Miquela: l’influencer tra finzione e realtà.

Il nuovo fenomeno del web si chiama Miquela Sousa – conosciuta anche come Lil Miquela – una modella brasiliana di 19 anni dal grande talento che incide brani musicali, ama l’arte contemporanea e la moda e che… non esiste.

Si tratta, infatti, di un avatar tridimensionale che ha fatto la sua prima comparsa online nell’aprile 2016 con una foto pubblicata sul suo account Instagram @lilmiquela e che, a distanza di soli due anni, ha già raggiunto il milione di followers. Miquela è una vera e propria influencer virtuale: sul suo profilo posta regolarmente selfie e foto di outfit o di brand con cui collabora, ma non usa la sua notorietà solamente per sponsorizzare i grandi marchi di abbigliamento bensì è anche impegnata socialmente e si schiera a favore della comunità LGBTQ e sostiene il movimento Black Lives Matter.

Ma facciamo un passo indietro.

Com’è nata Lil Miquela?

Come è stato detto in precedenza, Miquela approda sul web due anni fa. Dietro al successo della ragazza virtuale si cela la Brud Company, un’azienda statunitense specializzata in robotica, intelligenza artificiale e business multimediale.

La verità sarebbe emersa il 18 aprile, in seguito ad un tentativo di hackeraggio del profilo instagram dell’influencer da parte di Bermuda, un personaggio anch’esso computerizzato, che ha cancellato tutti suoi post sull’account, pubblicandovi le proprie foto e sottoponendola ad un ricatto: Miquela avrebbe potuto riavere il suo account indietro a «patto di dire al mondo la verità ».

La ragazza dunque risponde alle minacce, accusando i suoi stessi creatori di averla sfruttata esclusivamente per fare soldi e, soprattuto, di averle mentito sulla sua identità; Miquela dice di non essere umana, ma di sentirsi umana, di ridere, di piangere e di sognare come le persone reali.

Prima di allora, l’identità della persona che gestisce l’account di Lil Miquela non è mai stata rivelata e ciò ha mobilitato il web, generando numerose supposizioni. Tra le ipotesi più gettonate ci sono quelle in cui si afferma che la giovane influencer virtuale sia una trovata di marketing, una campagna pubblicitaria creata a tavolino per il lancio di un videogioco in stile The Sims o di un album musicale; altri dicono che Miquela sia una performance di net-art, una creazione dell’artista 3D Nicole Ruggiero.

Lo scorso febbraio il sito Business of Fashion è riuscito ad ottenere un’intervista con Lil Miquela:

« Mi piacerebbe essere descritta come un’artista o una cantante, o comunque qualcosa che rispecchi quello che faccio, invece che concentrarsi sulle qualità superficiali di quello che sono »

Migliaia di utenti, detti miquelites ed inizialmente confusi dall’identità del cyborg, adesso seguono con attenzione e sostengono i post pubblicati da Miquela in quanto si rispecchiano nei suoi ideali e in ciò che rappresenta, a prescindere se la ragazza sia fatta di carne ed ossa o in CGI (Computer-Generated Imagery, che tradotto letteralmente in italiano significa immagini generate al computer).

Fonti:

Repubblica

Milleunadonna

Wikipedia

Vanity Fair

Il Post

i-D

Foto: Nylon | @lilmiquela