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Bufale online: da oggi Facebook segnala le fake news

Facebook dichiara guerra alle bufale online, introducendo un’icona di un punto esclamativo su sfondo rosso, corredata dalla scritta “Disputed” (“Contestata”). L’icona appare sotto a un qualsiasi link conduca a una notizia riconosciuta come falsa.

Il primo caso

Se ne discuteva già da tempo, e alla fine del 2016 Facebook aveva annunciato di voler avvisare gli utenti della veridicità o meno di una notizia.
Oggi questo proposito si è concretizzato per la prima volta nei confronti del Seattle Tribune, il cui nome potrebbe far pensare ad una testata giornalistica autorevole. In realtà si tratta di un sito di satira e avvezzo alla diffusione di bufale.
Un articolo del Tribune accusava infatti Donald Trump di aver provocato una fuga di notizie dalla Casa Bianca. Si tratta tuttavia di un fatto mai avvenuto. La notizia è stata quindi contrassegnata come “Contestata” da Snopes e PolitiFact, due siti web specializzati nel verificare e confutare leggende metropolitane, bufale o notizie false.

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Il primo caso di segnalazione di una fake news su un articolo del Seattle Tribune.

Come si sconfiggono le bufale online

Nella lotta alle fake news, Facebook utilizzerà un’arma che con molta probabilità si dimostrerà molto efficace. Le notizie contrassegnate come false saranno infatti penalizzate nei news feed del social network, in modo da limitarne la diffusione virale.
Inoltre, non potranno godere di link pubblicitari o annunci sponsorizzati. Le fake news dovrebbero in questo modo cessare di essere una fonte di guadagno per chi le crea ad arte a scopi di lucro.
Tutto partirebbe dalle segnalazioni degli utenti, che verranno poi verificate da siti web che si occupano di fact checking.

Fact checking efficace?

Tuttavia, analizzare una notizia è un processo che richiede molto più tempo di quel che serve a diffonderla. Potrebbe quindi verificarsi un problema: prima di essere smentita, una bufala potrebbe avere diversi giorni di tempo per diventare virale ed essere ritenuta veritiera da moltissimi utenti.
Inoltre molti temono che la nuova funzione non sia tutelata dalle false segnalazioni, organizzate da gruppi e pagine che segnalano in massa solo perché dotati di un’opinione differente.
Al momento la funzione è disponibile come test solo negli Stati Uniti, ma secondo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, sarà presto applicata ovunque sul social network.

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